Perché vale la pena di vivere oggi?

•novembre 13, 2008 • 5 commenti

Perché oggi le cose tutto sommato vanno bene, per il verso giusto, perché sappiamo che la musica rock è finita agli anni ’70, tutti i cantanti androgeni degli anni ’80 ormai sono solo un paradigma di omosessualità, e li guardiamo con il sorrisetto sulle labbra.

Oggi sappiamo che basta poco per sentire ilarità e cose stupide che ci fanno sentire intelligenti, basta accender la TV.

E’ facile sentire un mucchio di coglioni trita minchiate che mix-ano notizie strumentalizzate e le passano come oro solubile .

Le opportunità economiche sono semplici: il superenalotto  vale 50.000.000€ e basta un “tac” per indovinare quei 6 numeri decimali che equivalgono ad esci di prigione gratis del monopoli.

Tutto questo ci da speranza, ci fa sognare!

Vediamo nella TV pomeridiana un mucchio di gente stipendiata tra opinionisti presentatori e “giornalisti” che parlano di 4 cazzoni pipparoli che si trovano su un’isola “deserta” e seguono un canovaccio banale.

E’ bello sapere che queste persone da attori, troiette e giornalisti per arrivare allo schermo spesso hanno stipulato compromessi beceri anche per il più squallido dei narcisisti. Tutto questo ci fa sentire migliori, più sani e meno corrotti.

La giustificazione a tutto questo è la loro velleità artistica e l’artista si sa non va mai fuori moda, come un bel paio di tette.

Uomini di TV, stimolanti individui generati per  suscitare multiorgasmi  adolescenziali ad intervalli regolari di 15 nano secondi, ma che se poi scavi nel loro intimo l’unica cosa che li arrapa è proprio vedersi nella nostra scatoletta da salotto.(che ormai è diventata una sottiletta grazie agli LCD)

Tutto questo non è poi male, la TV serve a distrarci. 

Perché tornare a casa dopo il lavoro o dallo stress giornaliero, dalla depressione e non vedere queste cose cosi divertenti ?

La Tv dunque ci aiuta a non riflettere e a lasciarci un pò di problemi alle spalle, un poco come il valium, potrei proporre dunque dal mio medico curante di sostituire 2 ore di Tv con 20 gocce di valium al giorno.

Ma oltre queste minchiate di opportunità sopracitate l’ evoluzione sociale ci offre un poco di speranza, sogni confezionati e regalati per farci uscire dai nostri problemi.

Come non citare anche il nostro amato cyberspazio!

Basta pensare che se volevo in VHS la mia attuale porno-collezione ora avrei riempito un paio di armadi a due ante pieni zeppi di videocassette smagnetizzate, ora almeno ci posso mettere le vecchie coperte sporche.

Oggi basta un qualsiasi sito di pornostereaming e “tac” passa la paura…è come andare in un ipermercato a 20 piani di pornografia …

E’ vero lo so, la rete prolifera di megaminchiate assurde forum che parlano anche della lunghezza dei peli pubici o del colorito del glande.

Sembra quasi che sia di moda diventare sociopatici o dei fissati azzeccati di non so quale minchiata, possiamo anche citare i fan dei cosi belli e simpatici social network!

Cazzo è incoraggiante sapere che ragazzi americani diventano ricchi per un’idea del cazzo : “Che bello sarebbe poter incontrare i miei vecchi compagni di scuola, mi apro un social network dove si posso cercare vecchi amici e compagni!”

Si… oggi siamo fortunati le opportunità fioccano!

 

Sarà che sono io il disadattato, vedo però che molte persone che conosco rimediano pelo di fregna su sti cazzi di social network.

 E’ comune sentirti chiedere come prima cosa da una ragazza :

 

- hai facebook ?

 

Nel caso tu risponda in modo negativo lei ti dice :

 

-  Ma come? Devi fartelo! Io ho trovato un sacco di amici delle scuole!

 

A quel punto cosa dovrei rispondere?

 

- io ci ho messo 28 anni della mia vita per dimenticare quelle facce di minchia mediocri dei miei compagni?

 

Però c’è da dire che con l’era digitale le fica si butta! Sono diventate tutte modelle provocanti e smaliziate, apri un qualsiasi social network e ti vedi sto fior fiore di pelo che buca il monitor e ti dice scopami!

Ragazzine dai 16 ai 30 che ti sparano tette e culi in faccia!con pose sexy e ammiccanti, per non parlare dei loro nickname. Oggi è la norma incontrare una tipa e dire:

 

- ti ricordi di me ci siamo sentiti su Myspace sono il tipo di CiccheSpente!

 

e a fine serata se sei proprio uno sfigato rimedi un bel contatto messenger (che è sempre una soddisfazione) e finisci a farti le pippe in webcam digitando come ultima parola LOL!

 

Ci sono molte teorie che sostengono e dimostrano che la semplicità di comunicare è direttamente proporzionale alla sociopatia, io sostengo che siamo solo più coglioni…

 

So bene che di tutto questo discorso ci sarà anche una parte di lettori che non concorda e dice che questo è qualunquismo, sostiene che il digitale è una merda, supponendo che il vinile ha un suono caldo e che le pippe sulle opere di botticelli sono la cosa migliore, che gli anni ’70 non sono mai finiti e che la rivolta universitaria tipo ’68 è da portare avanti date le varie riforme del governo del cazzo. Forse la nostalgia pipparola borghese con velleità rivoluzionaria vi fa sentire diversi… contestualizzare il presente è una pratica che dovreste attuare oltre l’onanismo, dopotutto se il vostro cervello non ci arriva a capire che non avete valori e li cercate nel passato per dare un nuovo spirito d’ispirazione collettivo  non è colpa vostra…

 

 

Ma la cosa più importante è che oggi vale la pena di vivere perché diamo la possibilità di diventare scrittori a tutti!

Ipocrti

•gennaio 4, 2009 • Lascia un commento

Prima di grattarvi il culo guardate intorno se c’è qualcuno che vi osserva.

senza titolo

•gennaio 4, 2009 • Lascia un commento

Assenza è noia
Presenza è malinconia

Di oggi

•gennaio 4, 2009 • 1 commento

bocca piena di vomito,
mani sporche di fango,
palle vuote.
Ora taci porco!

ai prof

•dicembre 26, 2008 • Lascia un commento

Rispondere all’ignoranza non ci rende colti.

Specchio riflesso

•dicembre 18, 2008 • Lascia un commento

Eccomi qua 29 anni, una sigaretta in mano e un mal di testa post sbornia davanti un vecchio monitor CRT comprato usato.

Il cellulare inizia a squillare, premo il tasto verde :

 

-          Pronto?

 

-         Come stai? – risponde la voce al telefono

 

-         Bene, un po’ stordito !

 

-         Sei un cazzone! Hai lasciato la macchina da me, vienila a prendere!

 

-         Cazzo è vero !!!

 

-         Ora scendo e passo a prenderla…

 

-         Ok, ci sentiamo più tardi

 

Il telefono finisce di parlare, premo il tasto rosso.

 

Non ricordavo molto della serata passata però sapevo di aver conosciuto una ragazza molto arrapate.

Per confermare questa reminescenza inizio a cercare nella rubrica del cellulare il suo numero.

Il problema è semplice :  quando sono arrivato a bere 8 becks e 5 negroni le mie dita sembrano i pollici di Poliremo e segnare il numero di telefono sembra un incubo, il T9 è il mio primo nemico e si finisce sempre per scrivere lettere a cazzo, per non parlare dei nomi,  sono la prima cosa che dimentico.

Inutile dire che reperire il numero dalla rubrica fu un’impresa fallimentare.

L’orologio segnava le 17.09 , la giornata era appena iniziata, il letto era disfatto, lo stomaco brontolava e il cane era affamato e desideroso di pisciare su qualche arbusto. 

Entro nel cesso e svuoto il mio cazzo moscio.

Due passi dalla tazza mi separano dallo specchio, contemplo il mio volto di merda e la barba di due settimane nel vetro riflettente. La mano si allunga per prendere il rasoio bic blu dall’armadietto.

Tra pelo e contropelo mi dicevo “Cazzo dovevo recuperare il numero della porca!!!”

 

“Din Don” questa volta la porta …

Rapidamente recupero un’ asciugamano e mi pulisco alla buona dirigendomi verso l’ingresso

Apro e mi vedo la faccia di Delfo “il mio vicino” d’avanti al cazzo e gli dico :

-          Ciao!

-          Lui mi fa – Vincent ho un problema con il computer!!!

-          Ah si – gli dico , cosa è successo?

-          Non riesco a collegarmi con il portatile,  puoi venire a dare uno sguardo?

 

Gli dico che mi dispiace ma che non posso,dato che dovevo scendere e che sarei passato più tardi. Lui mi dice che non ha fretta e che mi avrebbe aspettato a casa.

 

Chiudo la porta e mi chiedo perché cazzo un’ informatico si deve sempre trovare a riparare “gratis” i computer capricciosi di parenti, amici e vicini?

Se mi si rompesse lo stereo non andrei a chiedere ad un mio amico musicista di venire a casa e suonarmi un paio di pezzi dei Deep Purple!

Mi vesto frettolosamente maglia a collo alto nera, jeans, giacca sporca di peli di cane, timberland ai piedi e cappotto sintetico lugo .

Recupero il pacchetto di pall mall blu dalla scrivania , scendo di casa con l’intento di recuperare la macchina sotto casa di Alessandro.

Arrivo alla fermata, con me ci sono due vecchi e una ragazzina ad aspettare il carro arancione.

Prendo l’ultima sigaretta dal pacchetto e metto le mani in tasca in cerca dell’accendino …

Nulla,  anche il fuoco pareva odiarmi, avevo lasciato l’accendino a casa. Mi dirigo verso la simpatica vecchietta e gli dico:

 

-          Scusi ha d’accendere?

-          No mi dispiace … mi risponde con una voce rauca

 

Un rapido sguardo al vecchio e la ragazza per capire che stavo chiedendo un Long Island ad un gruppo di astemi bigotti.

Mi rigiro la siga in mano e attendo quei venti minuti che bastano a stimolare la collera divina.

Una pioggia fine si abbatte sulla pensilina e quel “tic”” tac” diventa un’ossessione, come se il mal di testa che mi trascinavo non bastasse a stressarmi.

Lo spingi uomini arriva, salgo sul bus e contemporaneamente sento un odore di terreno bagnato che il tempaccio si portava dietro.

Quell’odore mi cambiò la giornata, un istinto primordiale che porta ad uno stato di eccitamento, un poco come trovarsi una studentessa desiderosa di farti una pompa sotto le coperte …

Vento fresco odore di terreno e pioggia, la giornata iniziava bene !

Recupero la lancia beta, entro dentro ed è subito traffico.

 Il cellulare squilla ancora, il display mostra i numero ma non è in rubrica,  premo sempre il tasto verde e dico :

 

-          Pronto?

-          Ciao Vincent!!! – dice una voce sexy

-          CIAO!! – rispondo

-          Ti ricordi di me?

-          A dire il vero no! Chi sei?

-          Sono Sonia! Ci siamo conosciuti ieri al Mamamù!

-          Ciao Sonia, ho cercato di contattarti, ma mi sa che ho sbagliato a segnare il numero

-          Tranquillo, che fai di bello?- Mi dice

-          Un cazzo, sto nel traffico!

-          Ti va di prendere un caffè al centro? Io ho appena finito la lezione di chitarra!

-          Certo, come no! Dimmi dove e quando e arrivo, un caffè non si nega mai!

-          Allora ci vediamo tra 10 minuti al caffè del mare, ti aspetto …

 

Bene Vincent, hai visto? Non ti sbagliavi, la giornata gira per il verso giusto, non hai un lavoro fisso, hai quasi finito tutti i soldi, ma una fica la rimedi sempre!

 

Arrivo al caffè del mare, in ritardo, puzzolente e stordito.

 

Entro e  vedo Sonia ad un tavolino, al suo fianco una custodia di chitarra rigida piena zeppa di adesivi colorati. Mi siedo al tavolo, lei mi guarda e scoppia a ridere come un’invasata.

 

-          Che hai fatto alla faccia?- Mi chiede

-          Che cosa ho fatto? Perché cos’ha che non va? È sempre la stessa faccia di cazzo che mi porto dietro da troppi anni… -rispondo

-          Hai mezza barba fatta e mezza no! Che hai combinato? -Mi chiede Ridendo di gusto

-          Guarda! – Scava nella borsa e mi mette uno specchietto in mano.

-          Ah… si è colpa di Delfo, lascia perdere…

-          Come vuoi – risponde ancora ridendo…

 

Il discorso continua,vertendo sui classici convenevoli che odio e che preferirei saltare arrivando a chiedere la cosa che conta veramente: Mi fai una pompa?

Tutto sommato utilizzando un approccio diretto da sobri si fallisce al 99%, e così attesi il suo discorso  fino ad arrivare alla sua passione: “la musica”.

Mi dice che impartisce lezioni di chitarra ai ragazzini e che tra la musica e lavoretti vari si mantiene, vive in un seminterrato che usa anche come sala prove.

Mentre mi parlava di tutte queste belle cose, il mio sguardo si alternava tra la sua scollatura che mostrava una IV^ piena e le sue labbra che immaginavo vicino il mio glande.

I suoi discorsi risultavano poco infantili, non aveva ne sogni ne speranze sembrava quasi che vegetasse in attesa di un autentico miracolo! Tipico dei trentenni falliti, nonostante questo la sua infantilità trapelava attraverso un odio verso il mondo dei vivi e dei morti, infatti non faceva sconti ne ai santi ne  alle bestemmie. A questo punto le chiesi la cosa più ovvia:

 

-          Sonia ma tu quanti anni hai?

-          19 ! fatti il mese scorso,  perché?

-          Così, per chiedere … le rispondo

 

Nella mia testa mi ripetevo: Sonia ha 19 anni, solo dieci anni meno i miei. Quei dieci anni che sai essere un’eternità ma pur di ficcare il cazzo duro in un buco sei disposto a non notarli subito.

 

Dopo circa un paio d’ore di chiacchiere veramente inutili mi trovo nel suo seminterrato a stratracannare Peroni gambo lungo a go-go. Mi metto al basso, lei alla chitarra e iniziamo a suonicchiare qualche pezzo dei Doors. Non sono mai stato un bravo bassista, ne tanto meno ho mai provato ad esserlo. La mia vita è fatta di “provaci e lascia”, suonare  il basso era una di quelle centinaia di cose, che avevo fatto ma mai bene, mi ero stancato dopo poco.

Nonostante questo mi rendevo conto che anche lei non era una vera  musicista, steccava spesso e non aveva grinta anche nel suonare.

Intanto lo stomaco era letteralmente sotto sopra, non avevo ne pranzato ne cenato, avevo trangugiato quattro Peroni nel seminterrato e un negroni al caffè del mare, volevo arrivare al sodo…

Lei mi guarda e ridendo mi dice che con mezza barba sembro un cretino…

Poso il basso e le dico con un tono serio e burbero :

 

-          Se non la smetti ti infilo il cazzo in bocca!

-          Voglio vedere proprio! Mi risponde con tono provocatorio

 

Mi avvicino a lei e mi sbottono il jeans.

Lei rimane ferma, impassibile, caccio il cazzo a mezz’asta e glie lo sbatto in faccia.

Senza nulla dire, lo prende in bocca e inizia a succhiarmelo.

Mentre mi spompina per bene le abbasso il top e inizio a palparle le tettone.

Arrivato il momento dell’eiaculazione, levo il mio cazzo dalla sua bocca e le vengo in faccia e tra le tette

 

-          Hai visto che lo faccio ? le dico

-          Si, ho visto – mi risponde.

 

Intanto mi rimetto l’affare nella mutanda e riprendo il basso in mano. Lei esce dalla stanza e ritorna dopo pochi minuti ripulita dal liquido biancastro.

Continuiamo a suonare come se nulla fosse per altri 10 minuti, dopo questo lasso di tempo mi alzo e guardo l’ora : 22.04.

Mi libero di lei dicendole che avrei del lavoro da fare e che ci saremo sentiti l’indomani.

 

Tutto sommato la giornata era girata veramente bene, avevo conosciuto una ragazza carina che mi aveva spompinato per bene, nonostante tutto il mio stato d’animo non era mutato troppo. Mi sentivo sempre inutile, il mio stomaco continuava a brontolare, il mio letto rimaneva disfatto e forse il mio cane aveva pisciato sul letto per dispetto.

Entro in macchina e mi fermo al primo bar sulla strada di casa che incontro aperto.

Mi prendo un tramezzino di quelli confezionati al tonno e una becks. Entro nel cesso del bar e mentre piscio leggo sulla parete “ Cerco cazzo di vero UOMO chiama 333.02.07 ***   ADELE”

Finisco di pisciare, sgrullo il cazzo e prendo con la mano destra il cellulare.

Compongo il numero e mi risponde una voce di donna :

 

-          Pronto?

-          Adele? -Faccio io

-          Si chi è? Risponde la donna

-          Ciao, sono Vincent!

-          Vincent chi? – mi fa lei…

-          Vincent Rasoio! – le dico

-          Non conosco nessun Vincent Rasoio!   

-          Ora mi conosci Adele! Ti va di vederci? Le dico

-          Vaffanculo! Attacca il telefono

 

Esco dal cesso, prendo la macchia e torno a casa.

Dopo aver sceso il cane, mi collego a youuporn e mi faccio una sega.

Nulla di nuovo, il cazzo moscio, il mal di tesa e un senso di fallimento totale.

Passano le ore tra TV e messenger, fino alle 4.49 di mattina.

Decido di mettermi a dormire attendendo un nuovo pomeriggio…

 

Pensieri post pisciata

•novembre 15, 2008 • 1 commento

Credo che tutti ci siamo trovati a pisciare in una bettola, in una

fottutissima  area di servizio o in un bagno pubblico.

La prima cosa che inizi a notare quando entri in questi posti non è la

mancanza di carta igienica ma le  scritte che leggi a caratteri cubitali sulle pareti sporche di merda e vomito.

 

Inizi ad osservare le tendenze sessuali dei vari ospiti precedenti alla tua fottutissima pisciata…

 

A questo punto cacci il tuo uccello e inizi a liberarti del liquido superfluo quando la tua attenzione si focalizza sulle scritte nere ad uniposca sulle pareti della latrina

e leggi :

 

- Cerco ragazzo sensibile per passare ore piacevoli 339……

 

Spesso mi sono chiesto e immaginato l’individuo o il burlone che si

diletta ad imbrattare i muri sia esso in cerca di cazzi turgidi o per il suo

diletto goliardico …

 

A questo punto la mia fottuta psiche mi porta ad un biovo :

 

A) Ci è?

 

B) Ci fa?

 

A)

Ci troviamo di fronte un individuo sessualmente attratto dal cazzo che

 

cerca pateticamente o brutalmente un pene turgido che gli sfonda il

 

buco del culo… un poco come una femmina mestruata che cerca di

 

giustificare le sue paranoie….

 

il protagonista appartenente alla teoria A è un individuo

 

sessualmente attratto dal cazzo, quindi cerca in questi annunci sesso

 

facile e non se ne fa se il suo cliente sia un fottuto schizzato del cazzo…

 

ma la mia pippa mentale continua…. 

 

B)

L’individuo è stimolato e spinto da uno spirito certamente più satirco 

vede nella vittima la sua principale soddisfazione e si vuole burlare di essa…

ovviamente chi scrive queste cose è fondamentalmente una persona

infantile, animata da un rancore verso un amico/a ed evidentemente l’ha preso nel senso

più filosofico “del caso A” in culo dalla vittima e cerca di vendicarsi …

 

 

 

 

Dopo queste fottute pippe sgrullo il mio cazzo moscio e mi chiedo del

perché fondamentalmente queste cazzo di scritte dieci anni fa non popolavano le latrine…  

 

Dopo averlo sgrullato per bene mi rendo conto che nella mia tasca qualche cosa vibra…

Prendo il cellulare dalla giacca sporca di perli del cane e rispondo…

 

mi serve qualche frazione di secondo per capire

che oggi siamo persone individualmente reperibili, che sia per scherzo o depravazione basta un numero di cellulare per soddisfare le nostre voglie o rompere la balle ad un cristiano anche mentre piscia…

 

ed  ecco che sono apparse le pittoresche scritte sulle pareti delle latrine…

 

Il progresso del male

•novembre 13, 2008 • Lascia un commento

Tanto si è scritto e altrettanto discusso riguardo il significato etico e filosofico del “male”. 

Il punto di vista che Hans Mohr sostiene nel suo libro  Natur und Moral : il male autentico, il peccato, scaturisce dalla discrepanza tra essere e dovere che non esisteva nelle fasi pre-liberali dell’evoluzione. 

 In sostanza è interessante astrarre il concetto del male e distaccarsi, in maniera quasi innaturale dal suo concetto morale.

E’ evidente considerare una prima distinzione tra male etico-religioso, peccato è quello che si può denominare etico-sociale.

(fondamentalemente rimangono e sono solo pippe mentali)

Tali concetti saranno riferiti ad una cultura prettamente occidentale.

In una prima e banale osservazione è molto interessante come il concetto morale del male può divenire Mito.

Il flusso etico-cristiano che aveva indotto a vedere come peccato qualsiasi riferimento sessuale extra coniugale, ora si ribalta. Negli ultimi decenni centinaia di modelle non sono più considerate moralmente dannose ma veri e propri M  iti, attraverso calendari e servizi fotografici divengono ambizioni per i più giovani. Attraverso questo esempio si può comprendere  come morale, etica religiosa siano in continua evoluzione e quindi il concetto stesso del male.
Allontanandoci per un momento dal concetto storico-morale del male e avvicinandoci ad un concetto attuale, la domanda “Che cos’è il male?” risulta essere quasi infantile ma altrettanto soggettiva a cui ognuno sa attribuire una propria risposta.

Per quanto detto precedentemente per riuscire a rispondere in maniera più obbiettiva è necessario astrarre il concetto e guardarlo da un punto di vista neutrale.
Una seconda osservazione in riferimento alla teoria del processo biogenetico dell’evoluzione dice: “L’interesse individuale viene prima dell’interesse comune” infatti “I mammiferi gareggiano individualmente per il successo riproduttivo”. Questa teoria entra in conflitto con quella di Konard Lorenz  che scrive di una ‘morale naturale ’ ovvero di una morale altruistica volta al servizio della collettivià. 
In riferimento a queste due teorie e alle lotte sociali si può osservare come il comportamento individuale ha contribuito a sensibilizzare una collettività sociale.
Giungiamo così ad una società che dovrebbe garantire istruzione e sanità a tutti. Queste considerazioni apolitiche si riferiscono ad una morale collettiva la quale ci avvicina poco per volta alle problematiche che affliggono i paesi sottosviluppati.E’ dunque forse giusto credere ad una ‘collettività individuale’ la quale sfama prima se stessa per poi osservare gli altri?

 
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